Posso fare una foto al tuo cane? Storie di amore, resilienza, complicità

«Posso fare una foto al tuo cane?» è la domanda che ormai a Torino aleggia nelle strade. Meticci o esemplari con pedigree non importa, perché Navid Tarazi, in arte Doggodaiily, in un attimo li trasforma in superstar del web. «Questo libro nasce da migliaia di incontri nelle vie e nelle strade italiane. Ogni scatto è una porta aperta su una storia: adozioni che cambiano destini, complicità costruite tra passeggiate e cure, ferite guarite dalla fiducia. Le immagini sono accompagnate da racconti brevi, spesso narrati dalla voce dei cani, per restituire ciò che lo sguardo non dice: paure, gioie, piccoli segreti condivisi con gli umani. Non è un catalogo di razze, ma un mosaico di relazioni: dal cane di quartiere al compagno arrivato da un rifugio in Spagna o Irlanda, fino agli anziani che insegnano la pazienza. Ho scelto uno sguardo onesto e gentile: nessun sensazionalismo, solo incontri veri, luce naturale, città reali. Sfogliarlo significa camminare con me, fermarsi, chiedere il permesso, ascoltare. Se ami i cani, troverai riconoscenza. Se ami le persone, scoprirai che dietro ogni guinzaglio c’è un mondo. Questo è un invito a vedere con più attenzione le presenze a quattro zampe che ci accompagnano.»

Doggodaiily Navid Tarazi

Doggodaiily è nato dalla curiosità di Navid Tarazi dopo il suo arrivo in Italia, dove ha iniziato a fotografare i cani incontrati per strada. Ogni storia è reale: Navid incontra personalmente ogni cane e il suo proprietario, trasformando questi incontri in un progetto sociale che celebra l’empatia, la gentilezza e il legame profondo tra esseri umani e cani.

Il dolore e la speranza degli adolescenti

L’evento racconta la storia di Mauro Rolli, ex psichiatra che ha abbandonato i rigidi protocolli clinici per fondare a Roma il Centro La Ginestra, uno spazio di accoglienza e dialogo per adolescenti in difficoltà. Attraverso l’ascolto attento e la comprensione delle fragilità di Sara, Irene, Clara, Gianpaolo e altri giovani, Mauro aiuta a dare voce a chi spesso non riesce a esprimere il proprio dolore. Insieme a lui c’è Arianna, una collega e amica di lunga data, che affronta le proprie ferite personali. Con sincerità e delicatezza, Qualcosa che brilla illumina il disagio di una generazione bisognosa di essere vista e ascoltata.

Leggere e comprendere con il WRW

Leggere e comprendere con il WRW – costruire percorsi per sostenere la lettura ad alta voce e far sbocciare in classe una comunità di lettori e lettrici La formazione, rivolta a docenti della scuola primaria e secondaria di I grado, approfondirà l’approccio didattico del WRW (Writing and Reading Workshop) focalizzato sulla comprensione del testo. Questo metodo laboratoriale trasforma la classe in un ambiente attivo, dove leggere e scrivere diventano processi da sperimentare insieme, stimolando consapevolezza, motivazione e competenze durature. La biblioteca scolastica, in questa prospettiva, non è solo uno spazio con materiali, ma un vero e proprio “terzo spazio”, un luogo vivo di incontro e scambio culturale. Essa rappresenta un ecosistema in cui ogni elemento contribuisce a costruire conoscenza e identità: uno spazio dove gli studenti sviluppano la comprensione, scoprono e coltivano interessi personali e sociali, riflettono sul proprio ruolo nel mondo e si confrontano con la comunità. Una biblioteca progettata così sostiene la crescita integrale degli studenti, rendendo l’educazione un’esperienza significativa e condivisa.

Paschetta Da qiu a lì – Tanti tipi di tempo

Che cos’è il tempo? È veloce come una lepre o lento come una lumaca? In questo laboratorio proveremo a scoprirlo insieme, giocando con le immagini, la fantasia e il disegno. Dopo la lettura del libro, ogni bambino e bambina sceglierà un animale — tra falco, bradipo, ghepardo, lumaca o lepre — e ne racconterà la giornata disegnandone il mondo e le avventure. Ma nulla finirà qui: durante il laboratorio gli animali si incontreranno, mescolando le loro diverse velocità per creare un tempo nuovo, fatto di scoperte e amicizia. Un incontro per riflettere sul valore del tempo e sulle sue tante forme, disegnando un piccolo mondo dove lentezza e velocità possono convivere.

Vento di guerra

Quel gennaio, a Firenze, la Grande Guerra è solo un rombo lontano. Vento non ha ancora diciott’anni, è aiuto cuoco alla Buca del Ruffillo e tra i fornelli si sente a casa. Finché il postino si presenta alla Buca e gli allunga una lettera che contiene il suo nome e la data in cui verrà arruolato nell’esercito. Pochi istanti e la sua vita cambia faccia, poche righe e l’incubo di sua madre si fa realtà. Vento non è un ingenuo, sa che la trincea non è il luogo ospitale che i giornali descrivono. Ma quello che vede, arrivato al fronte, va al di là di ogni immaginazione. Gli occhi dei soldati sono tutti dello stesso grigio, come il ferro delle baionette, è questa la prima cosa che nota. Poi iniziano i bombardamenti. Eppure, in mezzo al gelo, alla fame, alla morte senza senso, saprà riconoscere il sorriso di un amico, tendere una mano, riempirsi della bellezza che può infondere un cielo stellato. E capirà che i desideri e le speranze dei nemici sono uguali ai suoi, e che ogni soldato è figlio di ogni madre.