Una serata in giallo con Stefano Tofani

Stefano Tofani
2026-02-22 alle 21:00
CIFA
Incontro con Autore

Stefano Tofani

Stefano Tofani è nato a Cascina, in provincia di Pisa, e vive a Lucca. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Pisa, ha scelto la scrittura per esprimersi, pubblicando racconti e romanzi che esplorano la complessità dell’animo umano con uno stile vivo e ironico. Nel 2013 ha esordito con il romanzo L’ombelico di Adamo, vincitore del Premio Villa Torlonia. Tra le sue opere si segnalano Fiori a rovescio (2018), Sette abbracci e tieni il resto (2019), Nuvole zero, felicità ventitré (2021) e Il giorno della spensieranza (2025). Oltre a scrivere, lavora per il Comune di Lucca, cercando con le sue storie di offrire, sia ai grandi sia ai più giovani, uno sguardo più attento sulla realtà e sulle sue contraddizioni.

La bestia che cercate

Un giallo originale, che sfuma a tratti nella commedia all’italiana, con personaggi a cui ci si affeziona subito. Un noir che ci fa sorridere amaramente delle nostre piccole e grandi meschinità e riflettere sulle maschere che indossiamo ogni giorno.

«Cos’è stato?, ci si chiese in quel momento di sospensione tra commedia e tragedia, e solo quando la maestra cadde, si comprese: uno sparo!, e si fuggì a casaccio urlando per mettersi al sicuro. Nel trambusto il corpo fu abbandonato a sé e assunse la sghembaggine fissa della morte: un pupazzo buttato per terra da un bambino. Strana sorte morire a ricreazione.»

«[…] Questa è un’altra caratteristica convincente di questo romanzo: la scelta dei nomi, la capacità di divertirsi quando è il caso e di rimanere seri quando proprio non lo è. In altre parole, la capacità di mantenere l’equilibrio nell’unico modo possibile, dinamicamente, muovendosi per tenere tutto a bada, come quando si tiene ferma l’auto a uno stop in salita senza usare il freno a mano.» – Marco Malvaldi, La Lettura

A Cuzzole, in Toscana, la vita scorre placida. Il tempo è scandito dalla scuola dei figli, dalle partite a calcetto del mercoledì e dalla messa domenicale. Ma nei bar e nelle piazze (e soprattutto nelle chat di gruppo) le maldicenze corrono, e sembra che tutti abbiano una doppia vita da nascondere, vera o virtuale… Finché un giorno un colpo di pistola fa salire il paesino alla ribalta nazionale: la maestra Sonia è stata uccisa nel cortile della scuola durante la ricreazione. Chi mai poteva volere la sua morte? Le uniche piste sono una giarrettiera nera trovata poco distante dal luogo del delitto e un tipo strano con l’eskimo e la faccia da Buondì che poco dopo lo sparo si era avvicinato al cancello offrendosi di aiutare. La polizia, come si dice in questi casi, brancola nel buio, e le indagini del brigadiere Caso e dell’appuntato Pozzessere si fanno sempre più frustranti. All’apparenza Sonia era una donna semplice, una moglie, una madre e una figlia senza segreti: un ritratto troppo perfetto per corrispondere al vero. Le voci circolano e i sospetti si moltiplicano nella cerchia di persone attorno alla vittima: il marito Giorgio, il figlio Nicola, l’anziana mamma Marcella e i colleghi di lavoro. L’unica certezza è che il colpo fatale è partito dal palazzo di fronte alla scuola, di proprietà del politico Bruconi, che ha un figlio celebre per le sue scorribande. Che c’entri qualcosa lui?